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Chrome 7

Volevo segnalare a tutti gli utenti che è stata rilasciata la nuova versione del browser di Google.
chrome7
Rispetto alla release precedente le novità introdotte in Google Chrome 7 non riguardano tanto l’interfaccia, rimasta pressoché invariata, quanto numerosi aggiornamenti che hanno migliorato la stabilità e la sicurezza del browser. Sono stati infatti corretti ben 826 bug ed 11 problemi di sicurezza relativi alla composizione di URL, alla corruzione della memoria con alcune immagini GIF animate e al completamento automatico delle form. In Chrome 7 è stato integrato inoltre un nuovo algoritmo di HTML5, il supporto per i file API e una finestra di dialogo per gestire i cookies bloccati.

Non è invece presente nel browser l’accelerazione hardware integrata nella versione beta del software che aveva fatto registrare caricamenti velocissimi delle pagine Web. L’introduzione di questa funzionalità è stata rinviata alle versioni successive di Chrome.

lcd difettosi monitor testCapita a volte di scoprire un pixel difettoso sul proprio display LCD dove poco prima tutto funzionava alla perfezione. Altre volte invece si tratta di alcuni pixel nati già morti e non coperti dalla garanzia. Sul sito MakeUseOf sono presentati alcuni metodi pratici per identificare eventuali pixel difettosi e per tentare di ripristinarne il funzionamento.

Un primo metodo per l’identificazione richiede l’utilizzo di un software che illumina in sequenza i tre colori primari RGB (Red, Green, Blue) e disegna vari gradienti di test utilizzati per individuare eventuali problemi. E’ anche possibile utilizzare dei test on-line che non richiedono l’installazione. Nel caso si individui qualche pixel difettoso si può provare a sollecitare manualmente la zona per verificare se è un problema temporaneo. La procedura viene descritta come un vero “massaggio” ed è documentata anche su WikiHow. Altrimenti si possono provare alcuni software on-line oppure offline che sollecitano i pixel e possono risolvere il problema.

Via | MakeUseOf.com

OpenOffice 3!

da Punto Informatico

Roma – Se non è un evento poco ci manca: OpenOffice.org, la suite di produttività che secondo i risultati preliminari del progetto The Open Source Census rappresenta una delle punte di diamante della (quasi) inarrestabile avanzata del FOSS nel mondo dell’IT, è stato rilasciato nella nuova versione 3.0. Una release ufficialmente distribuita al pubblico ieri, ma disponibile sui mirror di download già nei giorni precedenti.

Le qualità che più saltano all’occhio di OOo 3.0 sono una maggiore velocità generale nell’esecuzione dei tool, strumenti di disegno riprogettati, un supporto migliorato al formato PDF, il supporto per lo standard ISO Open Document Format in versione 1.2 e al “concorrente” OOXML sviluppato da Microsoft. Da notare inoltre la disponibilità di una versione nativa per sistemi Mac OS X.

Il progetto PLIO, che si occupa della localizzazione in italiano di OpenOffice, così descrive il nuovo step evolutivo della suite: “OpenOffice.org 3.0 è più potente e veloce rispetto alle versioni precedenti, e con il supporto per i file.accdb di MS Access 2007, quello migliorato per le macro VBA, e la capacità di leggere i documenti OOXML di MS Office 2007, rende ancora più semplice e trasparente la migrazione dal software proprietario a quello libero”.
Ma OOo non è più una semplice “alternativa” al prodotto di punta del gigante Microsoft. Le caratteristiche “esclusive” della suite comprendono ad esempio la ricca disponibilità di plug-in in grado di estenderne le funzionalità, come quello capace di trasformare l’editor di testi in una piattaforma di blogging off-line.Non manca infine qualche incertezza dovuta alla giovane età della release, come quella evidenziata da Paolo Attivissimo relativa alla gestione su Mac di font non standard. Un problema che trasforma l’impaginazione in un patchwork ben difficile da accomodare e in grado di peggiorare l’esperienza di produttività “open” sui computer di Cupertino.

A parte questo, a chi fosse interessato alla prospettiva dello “switch” dalle licenze Microsoft a pagamento al software open OOo offre un editor di testi, un foglio di calcolo, un software per le presentazioni, un database relazionale e tutto quanto è necessario per essere produttivi in casa come in ufficio. Val la pena farci un giro considerando il costo (zero) a cui è offerto: se proprio il software non dovesse andare lo si può sempre cancellare dal sistema senza che il portafogli risenta minimamente del tentativo.

tratto dal sito di Repubblica

È stata modificata la legge sul diritto d’autore, a fine dicembre, con l’aggiunta di un comma ad hoc per internet: lo scopo è migliorare la divulgazione della cultura online. Un piccolo passo avanti per adattare la vetusta legge sul diritto d’autore alla realtà del web. Si sa che il primo comma, già esistente, dell’articolo 70 della legge sul diritto d’autore permette solo di citare parti di un’opera coperta da diritto d’autore, allo scopo di commento. È un articolo molto stringente, che si adatta alla realtà della carta stampata; ma, come ha spiegato Pietro Folena, presidente della Commissione Cultura alla Camera (che ha elaborato la modifica), è obsoleto ai tempi di internet, alla luce cioè delle esigenze di fare divulgazione e cultura da parte di enciclopedie libere come Wikipedia e dei blog. Il nuovo comma aggiunge quindi un ulteriore possibilità: la pubblicazione dell’intera opera, purché si tratti di musiche o immagini “a bassa risoluzione o degradate” e lo scopo sia “per uso didattico o scientifico”, comunque senza lucro. Da qui sono scoppiate polemiche, capeggiate dall’ormai onnipresente Beppe Grillo, tramite il proprio blog e si sono moltiplicate sui forum e blog; critici anche alcuni esperti di diritto in internet, come Manlio Cammarata. Tutti contro la clausola che impone una pubblicazione in qualità degradata: secondo loro, questo significa limitare le possibilità di pubblicazione online. Insomma, proprio l’opposto rispetto ai fini del nuovo comma, come si è affrettato a spiegare Folena, in una nota in cui lo commenta. Secondo Folena c’è stato quindi un equivoco, perché per immagini e musica di qualità degradata si intende semplicemente “una qualità non paragonabile a quella di un cd, ma comunque ascoltabile. O un’immagine con dimensioni non utili alla riproduzione a stampa (quindi praticamente tutte le immagini del web)”, spiega Folena. “Abbiamo voluto questo comma- aggiunge- per creare un primo spazio libero online dalle pastoie del vecchio diritto d’autore. L’abbiamo fatto tenendo conto delle migliaia di professori che hanno ricevuto multe e ingiunzioni, dalla Siae, per avere pubblicato operare a scopo didattico sui propri siti. Grazie a questo nuovo comma, potranno farlo senza rischiare più niente”. Secondo il nuovo comma, spetterà poi a un decreto (futuro) del Ministro per i beni e le attività culturali stabilire in particolare secondo quali criteri si definisce degradata un’opera. Le polemiche, dopo questo chiarimento, di fatto si stanno già sgonfiando. Daniele Minotti, avvocato tra i massimi esperti di diritto e nuove tecnologie, riconosce sul proprio blog che Folena ha ragione, e che “un passo avanti, ancorché nel compromesso, c’è. Penso sia fuori discussione e scusate la presunzione”, scrive. Il lavoro da fare, sul fronte della divulgazione della cultura in internet, è tuttavia ancora molto. Su internet impazzano da mesi le polemiche contro il decreto Urbani (voluto dal precedente governo e ancora in vigore), che tra le altre cose impedisce ai siti di pubblicare immagini di opere presenti in musei italiani. Wikipedia è stata quindi costretta a rimuoverle dal proprio sito. A riguardo, contro questo stato di cose, c’è stata a ottobre un’interrogazione parlamentare dell’ulivista Franco Grillini, al ministro dei Beni Culturali.

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  • Benvenuti!!

    Benvenuto nel mio Blog! Ho sempre pensato, di realizzare un sito dedicato al mondo della programmazione, e finalmente dopo anni di esperienza come webdesigner, webmaster…ho deciso di creare questo sito per aiutare gli utenti inesperti a scoprire alcuni segreti.

    “L’unione fa la forza”, iscrivetevi e contribuite alla publicazione di nuovi articoli!

    Grazie, Nicola

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